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	<title>Rischio Chimico Archivi | QAS Consulting</title>
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		<title>Sostanze chimiche sensibilizzanti: la normativa e gli effetti sulla salute</title>
		<link>https://qasc.it/sostanze-chimiche-sensibilizzanti-effetti-sulla-salute/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[qasc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Sep 2024 12:47:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[INAIL]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://qasc.it/sostanze-chimiche-sensibilizzanti-effetti-sulla-salute/">Sostanze chimiche sensibilizzanti: la normativa e gli effetti sulla salute</a> proviene da <a href="https://qasc.it">QAS Consulting</a>.</p>
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<div class="column">
<h3 style="text-align: left;"><strong>Sostanze chimiche sensibilizzanti: la normativa e gli effetti sulla salute</strong></h3>
<div id="paragraph-25332" class="row-fluid paragraph auxcnt-1" style="text-align: left;">
<p>Un factsheet Inail riporta informazioni sulla sicurezza nell’esposizione nei luoghi di lavoro alle sostanze chimiche sensibilizzanti. L’inquadramento normativo, i sensibilizzanti respiratorii e per la cute, i diisocianati e le conseguenze sulla salute.</p>
<p>Secondo alcune stime &#8211; come indicato in uno spazio web dall’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) &#8211; in Europa circa 5 milioni di persone sono <b>sensibilizzate</b> a diverse sostanze, <em>“in particolare per contatto con articoli tessili o di cuoio”.</em></p>
<p>Per quanto riguarda, in particolare, gli <b>effetti sulla pelle</b>, <em>“partendo dall’inventario delle classificazioni ed etichettature, più di 14.000 sostanze, di cui oltre 1.000 in classificazione armonizzata, hanno indicazioni di un rischio di <b>sensibilizzazione cutanea</b>”.</em></p>
<p>E già dal 2012 il Comitato degli Stati membri (MSC) dell’Agenzia <em>“ha ritenuto che ‘forti’ <b>sensibilizzanti respiratori</b> per la loro aggressività dessero luogo a un livello di preoccupazione equivalente a quello delle sostanze estremamente preoccupanti (VHC), che annoverano anche gli agenti chimici cancerogeni, mutageni e reprotossici”.</em></p>
</div>
</div>
</div>
<div class="layoutArea" style="text-align: left;">
<div class="column">
<div id="paragraph-25332" class="row-fluid paragraph auxcnt-1" style="text-align: left;">
<h3 style="text-align: left;"><strong>Sostanze chimiche sensibilizzanti: inquadramento normativo</strong></h3>
</div>
</div>
</div>
<p style="text-align: left;">Riguardo all’inquadramento normativo si segnala che secondo la legislazione europea un agente chimico <em>“viene classificato come ‘<b>sensibilizzante</b>’ nel caso in cui risponda a specifici criteri definiti nel regolamento (CE) 1272/2008 (regolamento CLP). In particolare, viene classificato come ‘<b>sensibilizzante respiratorio</b>’ (cat. 1) se c’è evidenza, nell’essere umano, della possibilità di indurre una specifica ipersensibilità respiratoria oppure in presenza di risultati positivi da appropriati test su animali”.</em></p>
<p style="text-align: left;">Analogamente – continua la scheda &#8211; si classifica come “<b>sensibilizzante per la cute</b>” (cat. 1) <em>“se c’è evidenza che la sostanza possa causare nell’essere umano una sensibilizzazione per contatto cutaneo oppure se ci sono risultati positivi da appropriati test sull’animale”.</em></p>
<p style="text-align: left;">Il fact sheet segnala poi che l’utilizzo di alcuni sensibilizzanti <em>“è già soggetto a <b>restrizioni</b> in ambito del regolamento (CE) 1907/2006<u></u> (REACH): ad esempio i composti del cromo (VI) nella lavorazione del cuoio e nei cementi, i composti del nichel negli oggetti di bigiotteria o in articoli che devono rimanere per lungo tempo a contatto con la pelle, il dimetilfumarato usato come antimuffa, i diisocianati”, alcune “sostanze presenti in inchiostri per tatuaggi o make-up permanente, aggiunte ai tessuti o durante la lavorazione della pelle”.</em></p>
<p style="text-align: left;">E i Comitati Scientifici dell’Agenzia europea (ECHA) sostengono la <em>“<b>proposta di limitazione per oltre 1.000 sostanze chimiche</b> classificate come sensibilizzanti cutanei utilizzate in indumenti, calzature e altri articoli che possono prevedere un contatto con la pelle dell’uomo”.</em></p>
<p style="text-align: left;">L’adozione di tale restrizione potrebbe limitare <em>“lo sviluppo di nuove allergie cutanee, alleviando allo stesso tempo i sintomi di molti di coloro che già ne soffrono, con benefici sanitari equivalenti ad almeno 708 milioni di euro/anno”.</em></p>
<h3 style="text-align: left;"><strong>Sostanze chimiche sensibilizzanti: diisocianati</strong></h3>
<p style="text-align: left;">Un box all’interno della scheda è riservato, in particolare, ai <b>diisocianati</b>.</p>
<p style="text-align: left;">Nel box si sottolinea che con la pubblicazione del<strong> Regolamento (UE) n. 2020/1149</strong> <em>“è stata introdotta la <b>restrizione n. 74</b> che limita l’utilizzo dei diisocianati in applicazioni industriali e professionali”.</em></p>
<p style="text-align: left;">In particolare, a partire dal 24 agosto 2023, <em>“i diisocianati non possono essere utilizzati da soli o come costituenti di miscele per usi industriali e professionali in concentrazioni superiori allo 0,1% a meno che il datore di lavoro e i lavoratori autonomi assicurino che l’utilizzatore industriale o professionale abbia completato con successo la formazione sull’uso sicuro dei diisocianati prima dell’uso della sostanza o della miscela”.</em></p>
<p style="text-align: left;">Si ricorda che la restrizione<em> “si applica ai soli diisocianati, sostanze contenenti nella molecola due gruppi isocianato”.</em></p>
<h3 style="text-align: left;"><strong>Sostanze chimiche sensibilizzanti: effetti sulla salute</strong></h3>
<p style="text-align: left;">Dopo aver parlato degli aspetti normativi relativi, in generale, alle sostanze chimiche sensibilizzanti, il documento indica che da un punto di vista fisiologico, <em>“per <b>sensibilizzazione chimica</b> si intende l’azione di un agente chimico, in grado di causare una risposta immunologica”.</em> E l’azione lesiva di queste classi di sostanze <em>“non va confusa con l’azione irritante o corrosiva che si realizza attraverso altri meccanismi biochimici e con esiti diversi e che origina un diverso tipo di classificazione”.</em></p>
<p style="text-align: left;">Infatti il primo contatto con una sostanza sensibilizzante <em>“non produce normalmente sintomatologie evidenti ma, appunto, sensibilizza l’organismo”.</em></p>
<p style="text-align: left;">Mentre successive esposizioni possono <em>“determinare l’insorgenza di reazioni avverse con sintomatologie di diversa gravità che possono andare dall’eritema alle lesioni cutanee nel caso dei sensibilizzanti per la pelle, o dalla rinite allergica all’asma per i sensibilizzanti respiratori”.</em></p>
<p style="text-align: left;">Si ricorda che il meccanismo di azione <em>“è rappresentato da una <b>risposta anomala ed esagerata</b> del sistema immunitario, che di norma ha il compito di proteggere l’organismo da agenti potenzialmente dannosi”.</em></p>
<p style="text-align: left;">E dunque l’opportunità di prestare attenzione alla <b>valutazione del rischio</b> dovuta a queste sostanze<em> “per le figure della prevenzione, e in particolar modo per il medico competente, nasce dal fatto che la sensibilizzazione è un processo complesso che dipende sia dagli scenari di esposizione sia dalla suscettibilità individuale e la riduzione dei sintomi può avvenire solo con l’eliminazione dell’esposizione”.</em></p>
<p style="text-align: left;">Infatti, non bisogna dimenticare che il rischio di esposizione alle sostanze sensibilizzanti “può interessare i consumatori ma anche i lavoratori che possano venirne a contatto nel corso della propria attività lavorativa”. E gli <b>ambienti di lavoro</b> potenzialmente coinvolti sono molto diversi tra loro e vanno dal manifatturiero all’edilizia, al settore automobilistico, dal cosmetico al farmaceutico”.</p>
<p style="text-align: left;">Rimandiamo alla lettura integrale della scheda Inail che riporta ulteriori indicazioni e approfondimenti su vari altri aspetti connessi a queste sostanze:</p>
<ul style="text-align: left;" type="disc">
<li>polveri e sensibilizzanti</li>
<li>gestione del rischio negli ambienti di lavoro</li>
<li>sorveglianza sanitaria</li>
<li>riferimenti normativi</li>
</ul>
<p style="text-align: left;"><strong>Contattaci per maggiori informazioni &#8211;</strong><strong> <a href="tel:0039041995202">041-995202</a> &#8211;</strong><strong> <a href="mailto:info@qasc.it">info@qasc.it</a></strong></p>
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<p>L'articolo <a href="https://qasc.it/sostanze-chimiche-sensibilizzanti-effetti-sulla-salute/">Sostanze chimiche sensibilizzanti: la normativa e gli effetti sulla salute</a> proviene da <a href="https://qasc.it">QAS Consulting</a>.</p>
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		<title>Protezione della Pelle nei Luoghi di Lavoro</title>
		<link>https://qasc.it/protezione-della-pelle-nei-luoghi-di-lavoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[qasc]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Oct 2023 09:16:42 +0000</pubDate>
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<h3 style="text-align: left;"><strong>Protezione della Pelle nei Luoghi di Lavoro: Lesioni Cutanee ed Allergie</strong></h3>
<p class="mb-0 alert-info font-weight-regular line-height-3" style="text-align: left;">Uno spazio web di <strong>Suva</strong> in Svizzera è dedicato alla <strong>protezione della pelle nei luoghi di lavoro</strong>. Come affrontare le <strong>malattie cutanee</strong>, i <strong>pericoli</strong> per la pelle, le <strong>sostanze chimiche</strong>, le <strong>lesioni</strong> cutanee, gli <strong>eczemi</strong> e le <strong>allergie</strong>.</p>
<p style="text-align: left;">Nel mondo del lavoro le <b>malattie cutanee</b> sono numerose: “epossidi e detersivi possono causare allergie”, i detergenti e i disinfettanti aggressivi “danneggiano la pelle”. E anche i <strong>guanti di protezione</strong>, che sono generalmente efficaci, “devono essere della taglia giusta e idonei all&#8217;impiego”.</p>
<p style="text-align: left;">Per fare una <strong>corretta prevenzione</strong> di queste malattie è importante, laddove possibile, “cambiare i processi di lavoro per ridurre o evitare il contatto con le sostanze dannose”. E anche disturbi lievi “possono facilmente peggiorare in malattie professionali che rendono necessario cambiare la professione”.</p>
<p style="text-align: left;">A ricordarlo e a fornire diverse informazioni e documenti per la protezione della pelle, è uno <b>spazio web</b> realizzato da <a href="http://www.suva.ch/it/" target="_blank" rel="nofollow noopener">Suva</a>, Istituto svizzero per l&#8217;assicurazione e la prevenzione degli infortuni, dal titolo “<a href="https://www.suva.ch/it-ch/prevenzione/per-pericoli/situazioni-radiazioni-e-materiali-pericolosi/protezione-della-pelle-sul-posto-di-lavoro" target="_blank" rel="noopener">Protezione della pelle: così evitate lesioni e malattie cutanee</a>”.</p>
<p style="text-align: left;">In questo spazio, molto ricco di materiali, non sono presenti solo utili indicazioni e riferimenti a materiali più dettagliati sul tema, ma anche piccoli video di presentazione dei rischi.</p>
</div>
</div>
<div class="layoutArea" style="text-align: left;">
<div class="column">
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<p>&nbsp;</p>
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<h3 style="text-align: left;"><b>La Protezione della Pelle: Come Affrontare le Malattie Cutanee</b></h3>
<p style="text-align: left;">Nella parte dedicata alle <b>malattie cutanee professionali</b> si ribadisce che le malattie della pelle (in Svizzera una malattia professionale accertata su sei è un’affezione cutanea) “non sono soltanto spiacevoli e antiestetiche: possono anche condurre all’incapacità al lavoro”.</p>
<p style="text-align: left;">Bisogna comunicare immediatamente gli eventuali problemi alla pelle. In molti casi gli eczemi migliorano rapidamente, tuttavia bisogna “assolutamente consultare un medico se:</p>
<ul style="text-align: left;">
<li>la guarigione è lenta;</li>
<li>un’alterazione cutanea correlata al lavoro si ripresenta continuamente;</li>
<li>un eczema si espande ulteriormente”.</li>
</ul>
<p style="text-align: left;">E si <strong>sconsiglia</strong> di “trattare problemi cutanei di questo genere con prodotti comprati di propria iniziativa, ad esempio con pomate al cortisone”.</p>
<p style="text-align: left;">Le affezioni cutanee, che spesso “hanno un <strong>decorso lungo e difficile</strong> e comportano ingenti spese”, “in genere sono accompagnate da arrossamenti, noduli, vescicole, screpolature e desquamazione”.</p>
<p style="text-align: left;">Si indica che le <b>lesioni cutanee</b>, come i frequenti eczemi irritativi, “sono provocate da <strong>sostanze irritanti</strong> quali solventi, detergenti o disinfettanti, e molto spesso anche soltanto dal <strong>contatto prolungato con il bagnato</strong>, <strong>senza protezione</strong>&#8220;.</p>
<p style="text-align: left;">Se trattiamo la pelle <strong>tempestivamente</strong>, la proteggiamo durante il lavoro e la curiamo (“gli eczemi in genere guariscono rapidamente”). Tuttavia, “se l’eczema irritativo evolve in un’allergia cutanea o in un eczema delle mani permanente, spesso cambiare lavoro è l’unica soluzione”.</p>
<p style="text-align: left;">
<h3 style="text-align: left;"><b>La</b><b> Protezione della Pelle: I Pericoli e le Sostanze Chimiche</b></h3>
<p style="text-align: left;">Ma quando è in pericolo la pelle?</p>
<p style="text-align: left;">Suva ricorda che la pelle protegge il corpo da effetti nocivi, “quando però la pelle è danneggiata viene meno la sua funzione protettiva. Ecco quindi perché è importante preservare la pelle da pericoli derivanti da agenti esterni”.</p>
<p style="text-align: left;">Il sito si rivolge direttamente ai <strong>lavoratori esposti</strong> ricordando che “è importante <b>riconoscere i pericoli e adottare misure di protezione adeguate</b>”.</p>
<p style="text-align: left;">Questi alcuni <strong>aspetti a cui prestare attenzione</strong>:</p>
<ul style="text-align: left;">
<li>“La vostra pelle entra in contatto con <strong>sostanze chimiche</strong> o <strong>prodotti sgrassanti</strong>?</li>
<li>Al lavoro le vostre <strong>mani </strong>possono <strong>sporcarsi molto</strong> oppure sono esposte a un <strong>ambiente umido</strong>?”</li>
</ul>
<p style="text-align: left;">Se la risposta è <strong>positiva</strong> “sussiste il <strong>pericolo</strong> che la pelle si danneggi”.</p>
<p style="text-align: left;">Sono infatti molte le professioni nelle quali possono insorgere malattie cutanee: “il rischio è <strong>maggiore</strong> se si lavora <strong>nell&#8217;edilizia</strong>, <strong>nell&#8217;industria chimica e nel settore dell&#8217;acconciatura</strong>”.</p>
<p style="text-align: left;">Si segnala che le <b>sostanze chimiche</b> vengono “classificate e contrassegnate in base ai <strong>pericoli connessi</strong>” e “simboli e indicazioni di pericolo (<strong>frasi H</strong>) sulla confezione richiamano l&#8217;attenzione sulle caratteristiche del prodotto”.</p>
<p style="text-align: left;">Si ricordano alcune frasi H che rinviano a un <b>pericolo per la pelle</b>:</p>
<ul style="text-align: left;">
<li>“Provoca gravi <strong>ustioni</strong> cutanee e gravi <strong>lesioni</strong> oculari (H314).</li>
<li>Provoca <strong>irritazione</strong> cutanea (H315).</li>
<li>Può provocare una <strong>reazione allergica</strong> cutanea (H317).</li>
<li>L’esposizione ripetuta può provocare <strong>secchezza</strong> o <strong>screpolature</strong> della pelle (EUH066).</li>
<li>Contiene cromo (VI). Può provocare una <strong>reazione allergica</strong> (EUH203).</li>
<li>Contiene componenti epossidici. Può provocare una <strong>reazione allergica</strong> (EUH205)”.</li>
</ul>
<p style="text-align: left;">Si indica poi che “detergenti, saponi, shampoo, preparazioni alcoliche e prodotti analoghi hanno un effetto sgrassante”, ma “anche lavare le mani in modo eccessivo <strong>logora la pelle</strong>. Se la pelle viene sgrassata con grande frequenza possono insorgere eczemi”.</p>
<p style="text-align: left;">Anche lo <strong>sporco</strong> può avere degli “effetti tossici per la pelle. Particelle piccole e appuntite, come ad esempio trucioli metallici, provocano sottili lacerazioni. I saponi abrasivi utilizzati per rimuovere lo sporco ostinato dalle mani danneggiano ulteriormente la pelle”.</p>
<p style="text-align: left;">Un altro problema è il lavoro in <b>ambiente umido</b>. “Lavorando in ambiente umido la pelle si gonfia (macerazione)e ciò favorisce l&#8217;insorgere di malattie cutanee”.</p>
<p style="text-align: left;">
<h3 style="text-align: left;"><b>La P</b><b>rotezione della Pelle: Le Lesioni Cutanee, gli Eczemi e le Allergie</b></h3>
<p style="text-align: left;">Suva ricorda che le <b>allergie</b> “sono frequenti e spesso interessano la pelle”.</p>
<p style="text-align: left;">Una <b>reazione allergica</b> della pelle “può comparire inaspettatamente e risolversi”. Ma anche se inizialmente rimane un episodio isolato, “non è il caso di sottovalutarla, soprattutto se sul lavoro” si viene a contatto con sostanze chimiche o la pelle viene stressata in altro modo. “Una volta sviluppata un’allergia, non è facile liberarsene”.</p>
<p style="text-align: left;">Si indica di tenere presente che:</p>
<ul style="text-align: left;">
<li>“I danni cutanei di origine professionale sono causati da sostanze chimiche e biologiche, e da agenti fisici;</li>
<li>Eczemi irritativi e allergie cutanee sono tra le malattie professionali della pelle <strong>più comuni</strong>;</li>
<li>È necessario <strong>proteggersi</strong> dalle sostanze aggressive e allergizzanti. Perché una volta sviluppata l’allergia, basta venire solo brevemente a contatto con la sostanza scatenante per avere una nuova reazione allergica”.</li>
</ul>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">Ma come si sviluppano le <b>lesioni cutanee</b>?</p>
<p style="text-align: left;">Si segnala che in genere “le lesioni cutanee non compaiono dalla sera alla mattina. <strong>Spesso si sviluppano gradualmente</strong> dopo una lunga attività lavorativa, se la persona colpita è stata ripetutamente esposta ad agenti chimici e fisici”.</p>
<p style="text-align: left;">Spesso le lesioni “sono provocate da <strong>continui contatti con il bagnato o da sostanze chimiche</strong> quali sali metallici, resine epossidiche, profumi o conservanti. Ad esempio, il contatto ripetuto, senza protezione, con resine epossidiche può sfociare in un’allergia a questo materiale. In generale si parla di allergia alle sostanze chimiche”.</p>
<p style="text-align: left;">Tuttavia anche “<strong>agenti fisici</strong> quali <strong>calore, freddo, luce ultravioletta, laser o radiazioni ionizzanti</strong> possono provocare reazioni cutanee. <strong>Sostanze vegetali</strong> (piante esotiche, fiori e alcuni tipi di verdure), <strong>organismi animali</strong> come determinati acari presenti in natura, e agenti microbici quali virus, batteri o funghi possono ugualmente causare eruzioni cutanee di origine professionale.</p>
<p style="text-align: left;">Inoltre svolgono un ruolo la <b>frequenza</b> e il <b>modo</b> in cui le persone interessate vengono a contatto con le sostanze/gli agenti citati”.</p>
<p style="text-align: left;">Ad esempio può trattarsi di:</p>
<ul style="text-align: left;">
<li>Un “<b>contatto diretto singolo o ripetuto</b> con sostanze chimiche aggressive o reattive come acidi forti e basi forti (ad es. con cemento fresco umido) o colle e resine bicomponenti”;</li>
<li>Un “<b>contatto frequente e non protetto</b> con sostanze chimiche percepite come poco pericolose, ad esempio lubrorefrigeranti, solventi organici, oli minerali, disinfettanti per superfici, composti metallici e conservanti”;</li>
<li>Un “<b>contatto molto frequente</b> con prodotti che stressano la pelle, come saponi, detersivi e prodotti per la cura dei capelli. Anche lavorare regolarmente in un ambiente umido costituisce un problema per la pelle”.</li>
</ul>
<p style="text-align: left;">Si ricorda, infine, che l’<b>eczema</b> “è una <strong>malattia cutanea infiammatoria, non contagiosa, che dà prurito</strong>. Alla base di ogni eczema c’è un <strong>disturbo della barriera cutanea</strong>”.</p>
<p style="text-align: left;">Questi alcuni degli eczemi più comuni:</p>
<ul style="text-align: left;">
<li><b>Eczemi irritativi</b>: “soprattutto se l’esposizione è ripetuta, determinate sostanze con effetti irritativi di tipo fisico o chimico provocano un’infiammazione della pelle e nel tempo possono condurre a un ‘eczema irritativo’ (detto anche dermatite da contatto irritativa). Segni tipici sono arrossamento, gonfiore e desquamazione della pelle, associati a sensazione di bruciore e/o prurito nella parte interessata. Può bastare un solo contatto con sostanze chimiche molto irritanti o corrosive, come basi e acidi diluiti, per danneggiare gravemente la pelle. Altre sostanze quali lubrorefrigeranti, solventi e saponi, ma anche i lavori in ambiente molto umido, provocano alterazioni cutanee locali solo dopo un contatto frequente e/o prolungato”;</li>
<li><b>Eczemi allergici da contatto</b>: “negli eczemi allergici da contatto inizialmente la pelle è arrossata e gonfia e presenta piccoli noduli e vescicole. Il prurito può essere molto forte. A determinate sostanze chimiche la pelle reagisce con ipersensibilità o allergia. Le allergie non si sviluppano quasi mai al primo contatto con la sostanza allergizzante. Perché si instauri un’allergia devono verificarsi contatti ripetuti per giorni o settimane, spesso anche per mesi o anni. In caso di forte allergia cutanea, in genere basta un contatto di modesta entità per scatenare nuovamente la reazione allergica. Purtroppo l’ipersensibilità permane anche dopo la remissione dell’affezione cutanea, perciò possono verificarsi delle ricadute se non si evita rigorosamente qualsiasi contatto con l’allergene. Le sostanze chimiche allergizzanti sono definite anche ‘sensibilizzanti’”.</li>
</ul>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><strong>Contattaci per maggiori informazioni &#8211;</strong><strong> <a href="tel:0039041995202">041-995202</a> &#8211;</strong><strong> <a href="mailto:info@qasc.it">info@qasc.it</a></strong></p>
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<p>L'articolo <a href="https://qasc.it/protezione-della-pelle-nei-luoghi-di-lavoro/">Protezione della Pelle nei Luoghi di Lavoro</a> proviene da <a href="https://qasc.it">QAS Consulting</a>.</p>
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